CORSI ATTIVI 2016

Sede

Livelli

Lunedi

Martedi

Mercoledi

Giovedi

Riprendono i corsi da
LUNEDI’ 12 SETTEMBRE
a GAETA*

Via Lungomare Caboto, 524/526

A0-A1-A2

h 15-17

h 15-16

FORMIA
Via Olivetani, 23

A1-A2-B1-B2-C1

h 15-17

h 15-17

MINTURNO
Oratorio S.S. Annunziata

A1-A2

h 16-18

CORSI GRATUITI DI ITALIANO CON CERTIFICAZIONE

Per info
Tel: 3285373089 / 3939707981 / 0771700287

*Riprendono i corsi di russo il LUNEDI’/GIOVEDI’ dalle 17 alle 19
E i corsi per bambini il SABATO dalle 15 alle 19

I CORSI DI INSIEME

GRUPPO DI STUDIO
Corsi gratuiti di italiano per immigrati, ci si può iscrivere in qualsiasi momento.

Chiunque può partecipare: chi non conosce una parola di italiano e deve cominciare da zero, come chi parla già abbastanza bene e vuole migliorare le sue competenze.
L’apprendimento della lingua si intreccia con la guida alla conoscenza degli aspetti più significativi della cultura e della società italiana, con particolare attenzione alla conoscenza dei diritti, delle possibilità, dei doveri degli stranieri in Italia.
Altri elementi che ne distinguono l’azione sono: la cura nell’accoglienza, l’approccio olistico ai problemi del singolo, la bassa soglia per consentire l’accesso alle persone con particolari carenze di istruzione o deboli o svantaggiate, l’orientamento all’integrazione sociale.
Nella Scuola di Italiano è dedicata cura particolare all’ascolto rispettoso della persona straniera, delle sue esigenze, dei suoi problemi; al suo coinvolgimento e alla promozione e valorizzazione delle sue risorse.

A CHE COSA SERVE UN CORSO DI ITALIANO?

Sentiamo i protagonisti!
CLASSE
Testimonianza di DRITAN, albanese: … soprattutto mi servirà in futuro, visto che i miei figli stanno crescendo: per aiutarli, per guidarli. Nel momento in cui mio figlio mi chiederà qualcosa, voglio essere in grado di rispondergli. Mi serve per comprendere meglio le leggi e la normativa che ci interessa. E poi, è un peccato non studiare bene l’italiano: è una lingua così dolce, visto che il maggior numero delle parole finisce con le vocali!

Testimonianza di ILYANA, moldava: Dopo qualche mese vissuto in Italia, mi sembrava di parlare abbastanza bene l’italiano. Ora mi vergogno di me stessa, quando non mi sento all’altezza nelle conversazioni con la gente. Voglio imparare bene la lingua di Dante, prima di tutto per me. Alla mia età, non ho obiettivi particolari da raggiungere sul piano del lavoro: voglio però parlare, raccontare della vita del mio popolo, delle nostre belle tradizioni. E allora per me è bene frequentare questi corsi, perché è qui che trovo la vera lingua italiana, la vera cultura; fuori troppo spesso abbiamo a che fare solo col dialetto; e se il dialetto in qualche modo arricchisce la lingua, è pur vero che spesso la imbruttisce.

Testimonianza di OLENA, ucraina: Il corso è un posto dove puoi sentirti, anche se per poche ore, te stesso, quello che eri nella vita prima della partenza. Sentirti una “Persona”, sentirti capito ed apprezzato. Non sembra vero, però è tanto poter parlare non di detersivi, scope e spazzole, ma del tuo paese, del tuo lavoro, che ti piaceva tanto; della tua famiglia, delle tue conquiste, le scoperte, le vittorie, e – perché no – anche dei tuoi problemi e delle difficoltà.

Testimonianza di ISABEL, messicana: Dominare la lingua è lo strumento principale per uno straniero che vuole integrarsi. Studiando imparo sempre di più, miglioro la pronuncia: e questo, per esempio, è importante nel mio lavoro. Voglio imparare a leggere e a scrivere correttamente, cosa che non è così semplice quando si hanno radici in un’altra nazione. Mi serve per capire meglio la terra dove mi trovo: quando parliamo noi stranieri abbiamo sempre nel nostro cuore un po’ di nostalgia per la nostra terra – e credo che sarà così per sempre, fino a quando saremo vecchi – ma adesso la nostra seconda terra è l’Italia, e abbiamo bisogno di conoscerla e capirla.

Testimonianza di AURICA, rumena: “Per venire a questo corso farei qualunque sacrificio…”

QUANDO IMPARARE L’ITALIANO DIVENTA EMERGENZA

Accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato, 10 marzo 2012: la conoscenza della lingua italiana (almeno al livello A2) insieme alla conoscenza di elementi base della Costituzione, della cultura civica e della vita civile diventa necessaria per un permesso di regolare soggiorno in Italia.
ALL'ESAME
Sappiamo che non è facile imparare una nuova lingua. Pensiamo alle persone non più giovani, a quelli che, appena giunti in Italia, spariscono letteralmente nel sommerso, ingoiati da giornate lavorative interminabili (i giovani dei flussi stagionali nel settore agricolo o edile, troppo stanchi la sera per studiare; le badanti 24 ore su 24, chiuse in casa spesso a contatto esclusivo con persone anziane piene di problemi, per lo più poco inclini a conversare, o capaci di farlo solo in dialetto, o con un lessico limitato e ripetitivo).
Risultato? Da 3, 4 anni in Italia, e solo poche frasi elementari, così desolantemente insufficienti a stabilire rapporti e relazioni, a uscire dall’isolamento, ad esprimere ed elaborare frustrazioni, angosce, solitudini, a sentirsi uomo tra gli uomini.

Proviamo però ad immaginare di doverlo fare noi, spinti dalle peripezie dell’esistenza a sbarcare improvvisamente … che so, in Finlandia, tanto per rimanere, tutto sommato, vicini a casa nostra; o nello Sri Lanka; o in Guinea, o … Quest’anno ho insegnato Italiano ad un gruppo di persone del Bangla Desh; sono persone splendide, anche fisicamente aggraziate.
All’aspetto sembrano tutti ragazzi, e poi scopri che sono uomini adulti che hanno lasciato in patria moglie e figli; quasi tutti regolarmente soggiornanti in Italia, svolgono lavori umilissimi, faticano a far capire il loro nome, e poi scopri che sono tutti almeno diplomati, in certi casi figli di docenti universitari di Dacca.
Ho imparato tante cose insieme a loro. Ho scoperto quanto è diversa la lingua bengali dalle lingue europee: mentre conquistavamo faticosamente la comparazione tra i nostri alfabeti, rimanevo affascinata dal lunghissimo e complicato arabesco con cui loro esprimevano … la lettera “f”! O dal sistema complesso per cui le loro vocali vanno scritte prima o dopo le consonanti, o non vanno scritte affatto, a seconda delle situazioni: come non potevo meravigliarmi della relativa facilità con cui imparavano a scrivere le parole italiane?
Io sono riuscita a trascrivere solo una parola in bengali.

E’ qui il problema: giustissimo che gli stranieri che arrivano in Italia debbano imparare la lingua; giustissimo che lo Stato lo pretenda. Ma c’è una sproporzione tra le richieste poste agli immigrati e gli strumenti effettivi di sostegno che vengono messi a disposizione. Lo straniero deve produrre autonomamente la certificazione, ma non è prevista alcuna agevolazione circa i percorsi formativi.

DOVE E COME POTRANNO IMPARARE L’ITALIANO?
Per i minori, c’è l’inserimento scolastico; ma per gli adulti? In Francia, in Germania ci sono strutture adeguate; ma in Italia?
A tutt’oggi l’unica struttura pubblica che insegna italiano agli stranieri è il C.P.I.A., Centro Provinciale Istruzione Adulti.
Poi, c’è solo il volontariato. E allora è fondamentale unire le forze, moltiplicare gli impegni. Mai come ora sento intensamente il senso profondo del logo in cui ci riconosciamo: “Insieme”.

Vogliamo lanciare una vera e propria campagna di promozione e sensibilizzazione sul territorio, per poter riuscire a raggiungere tutti gli interessati: gli immigrati appena arrivati, in cerca di orientamento e di sostegno; coloro che devono affrontare il test presso la Prefettura; coloro che hanno bisogno di una certificazione. Ma anche le persone straniere che sono in Italia già da anni, e comunicano tranquillamente in italiano, ma desiderano rafforzare le loro competenze (grammaticali, scritte, di interazione); i genitori stranieri che vogliono migliorare per seguire più efficacemente il percorso scolastico dei figli; le persone che vogliono innalzare, attraverso lo studio della lingua e della cultura del paese che li ospita, la qualità della loro vita.

PER TUTTI SONO APERTI TUTTO L’ANNO I NOSTRI CORSI DI ITALIANO, GRATUITI, PER DIVERSI LIVELLI (INIZIALE, INTERMEDIO, ELEVATO).

Maria Grossi (da un articolo del periodico “INSIEME”, n. 6, 2010)