“Il plurilinguismo è la capacità di un individuo o di un gruppo etnico di parlare correttamente più lingue.”

Questa è la definizione riportata dal vocabolario della lingua italiana.
La definizione dice tanto, ma non tutto, e porta a ragionare sul concetto di plurilinguismo in maniera diversa e più profonda.

Che cosa porta un individuo a diventare plurilingue?
La risposta è – la curiosità.

Questa è una delle qualità che fa scoprire il mondo, la cultura e la storia dell’altro paese e la voglia di capire l’altro nella propria lingua.
La voglia di leggere le poesie e i testi in originale senza traduzioni e interpretazioni, comunicare e condividere i propri pensieri.
Ognuno ha la diversa visione del mondo e la propria capacità di interpretare gli avvenimenti e i fatti.
Le diverse interpretazioni portano all’arricchimento della società; dei saperi delle idee.
La curiosità offre tanto e porta l’individuo a scoprire di più, a imparare più lingue che a sua volta porta a nuove sfide e nuove scoperte; porta a creare nuove amicizie e possibilità di confrontarsi con gli altri.
Però la cosa più importante che dà il plurilinguismo è la capacità di apprendere le lingue in maniera più facile e naturale.
Cogliere le differenze e le somiglianze tra le lingue e restituirle ad altri in maniera semplice e fattibile.

Il cervello di un plurilingue funziona in maniera diversa.
E’ una specie di traduttore automatico che passa da una lingua ad un’altra senza soffermarsi a ragionare in quale di esse parla.
Quel pizzico di intuito che apre le porte e i cuori degli altri e costruisce i ponti tra le diverse nazioni e culture.